"Tu sei preziosa ai miei occhi"

Ciao a tutti, io sono suor Teresa Maria, ho 34 anni e sono entrata nel Monastero di Concenedo il 29 aprile 2014. Ora vi racconto la storia della mia vocazione … che è la storia di un Amore grande, di una fedeltà grande, eterna, da sempre e per sempre.
Ne sono certa: vocazione non è fare qualcosa ma appartenere a Qualcuno, vocazione è una scommessa di Dio sulla mia povertà, vocazione è offrire a Gesù il mio niente e ricevere in cambio tutto.
Tutto è iniziato il 15 agosto 2011, Corso Vocazionale ad Assisi con i frati minori. “Un ritiro spirituale come un altro” pensavo, “tutto bello ma poi si deve tornare alla vita di tutti i giorni”. E invece … “Tu sei preziosa ai miei occhi, hai valore e io ti amo” (Is 43,4) … Che cosa stava succedendo? I frati mi stavano raccontando un Gesù nuovo, un Gesù carne e ossa, vero, vivo, tanto vicino e tanto coinvolto con me, un Gesù che non mi chiede niente ma in cambio mi dà tutto senza che io meriti nulla! Tornavo dal Corso completamente smontata. Il Signore mi stava scrollando: “Tu sei la mia perla preziosa! Tu sei mia figlia, scelta, amata e benedetta!”. Così, guidata da Padre Alfio, ho cominciato il mio cammino. Gesù, attraverso la sua Parola, i corsi ad Assisi, tanti piccoli incontri, mi educava nella conoscenza di me stessa e di Lui. Ascoltavo parole ‘nuove’ o meglio ascoltavo le parole di sempre con orecchie nuove, ed erano parole che mi riempivano di stupore, di meraviglia, e mi davano una gioia e una pace mai provate. Mi sentivo custodita, condotta, amata. E, irresistibilmente attirata da Gesù, cominciavo a desiderare questa relazione, sempre.
Ma il cammino non è facile, è una ricerca infinita, è trovare e perdere, è oasi e deserto. E più mi ostinavo a voler trovare io la strada per far centro nella mia vocazione, più non capivo niente. Finché Suor Stella mi fa una domanda … una di quelle domande che ti schiantano, che ti interrogano in modo potente, che ti fanno convertire. Seria e sincera dico a Gesù: “Solo Tu sai qual è la mia vocazione, e Tu mi ci puoi portare. Voglio crederti, voglio fidarmi di Te. Dimmi, cosa vuoi da me?”. Da quel momento Gesù ha lavorato svelto svelto e mi ha messo sul cammino piccoli segni e piccole scelte che mi hanno aiutato tantissimo a fare chiarezza. Rimanendo alla sua presenza, mi sono messa in ascolto dei miei desideri più veri e profondi, e con i suoi modi e i suoi tempi – a volte così “fuori schema” – Gesù mi ha indicato chiaramente la via: il mio desiderio era appartenere esclusivamente a Lui, stare con Lui, stare per Lui, stare in Lui, stare …
Ma mancava un pezzo … Come? Dove? E la sua Parola non si è fatta attendere. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13). Ecco come arrivare al Fine, a Lui, a Gesù! Donare la mia vita, stare nella relazione con il mio Signore per i miei fratelli, e in questo modo custodirli, sostenerli, prendermi cura di loro, proteggerli affidandoli alle sue cure, mettere tutti nelle sue mani. Non avevo mai pensato alla clausura, ma in quel momento intuivo sempre più profondamente che Gesù mi chiamava a vivere proprio questo. “Vivere la preghiera come un unico abbraccio che stringe a sé Dio e i fratelli, fare dell’esistenza un cero d’amore che continuamente si consuma nella contemplazione di Dio per accendere nel cuore degli uomini il desiderio di amare Dio e i fratelli, scegliere il silenzio e la separazione dal mondo non come fuga ma per vivere un incontro più amoroso con ogni uomo del mondo” (questa è la citazione di un libro che mi ha aiutato tantissimo nel discernimento). E il mio cuore questo lo desiderava ardentemente, intuivo che solo così potevo trovare la pienezza, umana e spirituale, e la gioia di vivere! Così, dopo pochi giorni di “prova” in clausura, mi sono gettata nelle braccia del Signore e gli ho detto: “Si! Tu mi hai portato qui e io voglio fidarmi di Te. Ricevo il tuo dono e mi affido a Te. Custodiscimi Tu”.
Molti mi dicono che questa è una scelta coraggiosa, ma non è vero! Io non sono coraggiosa per niente! Gesù sa bene le mie debolezze, le mie fragilità, la fatica che faccio a lasciare a Lui il timone della mia barca. Ma a Gesù questo non crea problemi, anzi Lui mi sceglie sapendolo! Dunque non posso temere. Ho capito che il Padre non vuole eroi ma figli, quindi ogni istante posso tornare a Lui con fiducia e raccontargli le mie maldestre cadute, i miei dolorosi fallimenti, le mie storie sbagliate, certa di trovare un amore grande, una fedeltà immensa, un perdono infinito, un abbraccio.
“Tu sei preziosa ai miei occhi, hai valore e io ti amo”. Tutto è iniziato così. E ogni giorno tutto ritorna lì. Ma questa Parola il Signore non la rivolge solo a me, Lui la rivolge a ciascuno dei suoi figli: tu che stai leggendo sei prezioso ai suoi occhi, tu hai valore e Lui ti ama.