La devozione verso S. Rocco

Pregiera a S. Rocco

O glorioso Apostolo della Carità,
nostro potente Protettore s. Rocco,
accendi sempre più nella mente
dei tuoi figli la fede in Cristo!
Infondi in noi la tua grande carità
affinché bruci sempre più viva
la fiamma dell’amore
verso Dio e verso il prossimo.
Difendici dai pericoli
spirituali e temporali!
Salvaci da ogni calamità!
Liberaci dal male!
Alza la tua mano potente
e benedici le nostre case,
le nostre terre, il nostro lavoro!
Ottienici dal Signore la misericordia,
la Provvidenza e la pace vera nelle famiglie,
fra le nazioni, nella nostra Patria.
Sii sempre per noi il Padre e il maestro,
insegnaci le vie del santo timore di Dio!
Sii sempre al nostro fianco
per tutta la nostra vita!
Amen.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

La devozione verso san Rocco si tramanda dal 1836, anno in cui, a seguito di un voto fatto dalla popolazione di Cremeno durante il colera. Trasportando la statua lungo le vie di Cremeno e invocando in preghiera la fine della pestilenza, tali invocazioni furono ascoltate e da allora, la comunità – devota al Santo – rinnova la propria fede, devozione e riconoscenza per l’assistenza a lui invocata e da lui ricevuta.
Ricordando quanto fecero i nostri padri in occasione del colera, affidiamo a San Rocco questo travagliato momento della storia: le sua statua e le reliquie, insieme a quelle di san Carlo e san Giorgio, patrono della comunità, saranno esposte per tutto il tempo dell’emergenza all’altare di s. Carlo nella Chiesa Parrocchiale di Cremeno e una luce resterà accesa, segno del nostro restare in preghiera.
Ognuno potrà affidarsi all’intercessione del Santo vivendo la preghiera personale in casa o facendo visita nella chiesa parrocchiale.

LA VITA (1)

La leggenda si è così impossessata della persona e della vita di s. Rocco, da indurre qualche studioso a negarne persino l’esistenza storica(2). Cultori però coscienziosi e seri di agiografia, come il Maurino e il Guerrini in Italia e il Fliche in Francia(3), dopo aver fatto piazza pulita d’ogni leggenda mirabolante o pue¬rile, ci danno di s. Rocco notizie scarne ma abbastanza sicure, notizie che qui tentiamo di riassumere.
S. Rocco nacque sicuramente a Montpellier in Francia, con molta probabilità verso l’anno 1345(4). Rimasto orfano in giovane età, dopo aver distribuito il suo vistoso patrimonio ai poveri, sui vent’anni lasciò la città natale e partì pellegrino verso Roma, vestito del caratteristico mantelletto a mezza gamba, con il largo cappello in testa, il bordone in mano e una grossa conchiglia per bere ai borri lungo il cammino.
Giunto ad Acquapendente, città colpita dalla peste, si pose senza indugio al servizio degli appestati che, primi, ne esperi-mentarono la sua taumaturga potenza; quindi si recò a Cesena per compiere lo stesso caritativo ufficio. Da Cesena riprese la via per Roma, dove guarì un Cardinale della Curia Romana(5) il quale lo presentò poi al Pontefice Urbano V(6).
S. Rocco dimorò nell’Urbe circa tre anni (1367-1370), dedi-candosi esclusivamente al servizio dei poveri e degli appestati. Sempre spinto dalla carità di Cristo, si recò a Rimini e a Piacenza, dove, colpito egli stesso dal male, si allontanò dalla città e visse per alcune settimane in mezzo ai boschi.
Guarito, non senza un particolare intervento divino, riprese la via del ritorno in patria, passando però per Novara, ch’era stata colpita dalla peste. Nella sua città natale, Montpellier, venne arrestato come sospetto di spionaggio e gettato in prigione, ove morì dopo circa cinque anni, probabilmente verso l’anno 1377(7).


  1. Note a cura di CARLO A. CRIPPA, Curato di Cremeno
  2. Cf Scuola Cattolica, settembre 1921; P. Guerini: Appunti critici intorno ad una devozione popolare
  3. A. Maurino: S. Rocco di Montpellier – Confronti storici – Torino Fiaccardi 1936
  4. A. Fliche: Le problème de Saint Roch. – Maurino: Le vere date della vita di S. Rocco e del suo culto. Scuola Cattolica 1947. Noi seguiamo queste date.
  5. Il Cardinale di cui si parla era probabilmente il Card. Anglio, fratello di Urbano V.
  6. Urbano V dimorò in Avignone, però fu a Roma per tre anni e precisa¬mente dal 1367 al 1370.
  7. Alcuni fanno morire S. Rocco ad Angera. Ma tale notizia dataci dal Codice Belforziano e ripresa da altri non ha serio fondamento storico.