IN NOI E' LA VITTORIA DI CRISTO

Noi coltiviamo l’idea fantasiosa e illusoria che tutto possa e debba cambiare all’improvviso, che dall’oggi al domani non ci debbano più essere malattie, dolori, turbamenti sociali, ingiustizie, guerre. E quando vediamo che gli uomini continuano a soffrire, allora siamo presi dalla delusione.
Aspettavamo la fraternità, la pace, il disarmo e non avviene niente di tutto questo: domani e dopo domani si riprenderà a fabbricare armi, a uccidere, a fare violenza.
Che cosa vuol dire, allora, la vittoria della Pasqua di Cristo? Come possiamo accogliere la letizia pasquale?
Dobbiamo capire che se la vittoria pasquale di Gesù, che noi proclamiamo, riguarda certamente tutto il male del mondo – la morte, il peccato, la guerra, la violenza, le armi – essa però parte da noi.
C’è anche il tempo e il modo della vittoria definitiva di Cristo, già presente nella sua Risurrezione, ma non possiamo sapere questo tempo e questo modo. Una cosa è adesso certa: che la sua vittoria avviene anzitutto in noi.
Avviene in me, avviene in voi che proclamate con me la Risurrezione e, attraverso noi, avviene nella comunità, nella città, nella società. Noi siamo la prima opera del Risorto, noi siamo la rivelazione della sua vittoria.
Se la nostra libertà accoglie tutte le energie per affidarsi a Cristo e fare spazio al suo amore, noi diventiamo veramente principio di un mondo nuovo a partire dalla nostra persona, amata, perdonata oggi, rinnovata dalla presenza viva di Gesù Risorto.

(C.M. Martini, Omelia di Pasqua 1983)