Esperienza del Sapere

SCHIAVI O LIBERI?
Il sistema, ogni sistema, cerca di procurarsi “mano d’opera” necessaria al suo funzionamento e alla sua conservazione. Al sistema serve mano d’opera qualificata, servono giovani laureati che siano competenti nell’eseguire operazioni complesse per le prestazioni richieste e per migliorarle. L’università sarà dunque una macchina per produrre mano d’opera qualificata per un sistema costruito da altri, governato da altri, vantaggioso per altri? L’università si incaricherà allora di trasmettere il sapere che serve allo scopo, deciso da altri? L’Università Cattolica del Sacro Cuore è invece a servizio per la formazione di uomini e donne liberi. Si intende liberi di pensare, liberi di eseguire i compiti assegnati, ma anche di interrogare e interrogarsi sulle finalità perseguite e sui metodi utilizzati, anche di valutare e anche di pensare e preparare alternative. La libertà che si costruisce con il sapere è un tesoro inestimabile per la società e i suoi sistemi; è anche un principio critico e una immaginazione creativa. Perciò l’Università Cattolica si propone non come una accademia che trasmette un sapere, ma come un contesto per fare esperienza del sapere, come approfondimento delle competenze, confronto e dibattito tra le discipline, valutazione critica del sistema e professionalità per servire e per innovare.

PROTAGONISMO INDIVIDUALE O SERVIZIO AL BENE COMUNE?
L’ambizione, l’emulazione, l’impegno a mettere a frutto i propri talenti sono energie che motivano all’impegno e al sacrificio. Ma a quale scopo? L’individualismo contemporaneo convince a immaginarsi protagonisti in solitaria di una carriera, artefici del proprio destino, inclini a imporsi anche con aggressività, pur di raggiungere i propri obiettivi. L’Università Cattolica si propone di condividere quell’umanesimo cristiano che pensa alla persona e non all’individuo, che riconosce la vocazione di tutti alla fraternità e resiste alla tentazione della comodità e della viltà dell’indifferenza. Considera il bene comune come un obiettivo al quale contribuire e non un insieme di servizi da pretendere. Perciò l’Università Cattolica promuove l’esperienza del sapere e dei saperi, quindi uno stile della ricerca, una capacità di selezionare obiettivi e la scioltezza della condivisione dentro una comunità accademica che offra motivazioni e metodi per il servizio del bene comune.

METE DA CONQUISTARE O SPERANZE DA COLTIVARE?
L’orizzonte chiuso di una cultura disperata si fa coraggio di fronte all’enigma del futuro e si propone mete da conquistare, progetti da realizzare: insomma risultati penultimi, perché la questione delle cose ultime non può che spaventare. L’Università Cattolica propone di intendere il futuro come il tempo da vivere per rispondere alla promessa di vita buona, di vita lieta. Perciò invita a vivere il presente e il futuro come responsabilità da esercitare e di cui rendere conto, a vivere l’impegno come espressione nobile della libertà, a custodire la speranza invincibile che alimenta la gioia e insieme la modestia nel successo e la resistenza e insieme una fiduciosa audacia nelle sconfitte e nelle fatiche. Perciò l’Università Cattolica promuove l’esperienza di un sapere che contrasta l’isolamento dei saperi, la riduzione dello studio a mezzo per conseguire obiettivi e intende il percorso universitario come contesto propizio per la formazione integrale della persona, quindi della sua capacità di pensare, di sperare, di amare.