Il prossimo martedì primo settembre alle ore 18.30, Papa Leone celebrerà la Messa per la Custodia della Creazione, presso il Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo.
In quella data, ogni anno inizia il Tempo del Creato, il cammino ecumenico di preghiera e di impegno per la cura della Casa Comune che si conclude il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, del cui transito si celebrano gli 800 anni. Si tratta di un tempo nel quale la Chiesa, insieme alle altre comunità cristiane, è invitata a rinnovare il proprio impegno per la Creazione, attraverso la preghiera, la conversione e i gesti concreti di cura.
“Celebrare l’Eucaristia attorno a un altare immerso in un giardino – afferma il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – ci aiuta a ricordare che tutta la creazione è un dono e che ogni dono genera una responsabilità”. “La fede ci insegna a riconoscere nella nostra casa comune non principalmente una risorsa di cui servirci, ma un dono da accogliere con gratitudine e di cui prenderci cura con amore. Nella Messa, – si legge nel comunicato – il nostro rendimento di grazie a Dio diventa anche impegno: prendersi cura del creato significa prendersi cura della vita, delle persone, soprattutto delle più vulnerabili, e delle generazioni future”.
“Per la Chiesa custodire la Creazione e promuovere la dignità umana – sottolinea il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’ – sono due facce di un’unica missione, fortemente radicata nella fede cristiana.“Custodire la Casa Comune – aggiunge il porporato – significa amare il prossimo, in modo particolare coloro che più di tutti subiscono le conseguenze del degrado ambientale, della povertà, della crisi climatica e dei conflitti. La fede ci ricorda che non possiamo amare Dio senza prenderci cura di ciò che Egli ha creato e di coloro che ci ha affidato”.
Vatican News
Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato 2026
Cari fratelli e sorelle, nostro Signore Gesù Cristo è venuto nel mondo perché abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza (cfr Gv 10,10). Tale dono è al centro stesso della nostra missione di discepoli e della nostra vocazione comune a costruire una civiltà dell’amore. Mentre celebriamo questa Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, siamo invitati ancora una volta a contemplare il dono della vita e ad avere a cuore la terra che la sostiene, rendendo così concretamente lode al nostro Creatore.
Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione. Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito.
Il Dio della vita, che si è rivelato in Gesù Cristo, offre una pace che il mondo non può dare: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace» (Gv 14,27). Essa non è né superficiale né fugace; scaturisce dall’amore perenne di Cristo e dalla sua cura per ogni persona umana.
Eppure questa promessa di pace è in netto contrasto con le realtà che vediamo in varie parti del mondo. Il profeta Isaia ha parlato di un tempo in cui le nazioni «spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri» (Is 2,4), trasformando ciò che distrugge la vita in qualcosa che la sostiene. Oggi, però, vediamo troppo spesso accadere l’esatto contrario, mentre gli sforzi continuano a essere orientati alla violenza e alla guerra.
La guerra produce ferite che vanno ben oltre il campo di battaglia. Miete vittime, lacera famiglie e costringe milioni di persone a lasciare le proprie case alimentando paura, ingiustizia e divisione ….