SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI

In Oriente abbiamo visto la sua stella

A conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, riportiamo la riflessione che è stata offerta giovedì scorso (20 gennaio) dal diacono permanente AlbertoTritini durante la Celebrazione Ecumenica della Parola nella chiesa di Pasturo.

Il quarto regalo dei Magi.

Partiamo dalla frase guida del testo del Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato, testo suggerito per quest’anno per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: “In Oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo”.
Ormai nelle città è praticamente impossibile vedere il cielo stellato a causa dell’inquinamento luminoso, solo poche stelle…ma penso che sia capitato a tutti, magari in montagna, di ritrovarsi ad ammirare il cielo stellato in una notte limpida. Lascia davvero senza fiato, ci si perde tra tutte le luci delle stelle…Ecco appunto perdersi, paradossalmente in questo caso se ne vedono anche troppe e può essere difficile distinguere le costellazioni se non si è abili.
Ecco che queste persone sapienti dell’Oriente sono stati molto abili invece nel sapere individuare quella stella, quell’unica stella, che era davvero il caso di seguire, quella stella per la quale valeva la pena di partire dalle loro terre.
Ma tutto sommato una partenza, con poche certezze, solo indizi…ipotesi di fondo, da verificare poi nel particolare, magari anche con il rischio di sbagliare.
Come in effetti fanno: infatti vanno proprio a chiedere alla persona… sbagliata, vanno nella tana del lupo, vanno da Erode… Eppure nel piano di Dio c’era da passare proprio da Erode.
Sono infatti sapienti umili che non esitano ad accettare informazioni da chi ne sa più di loro (ma non è interessato a mettersi in gioco): ottengono così segnali ulteriori dalla Scrittura, nella loro ricerca.
Questi magi comunque, insieme, osservano e ascoltano i segni di Dio, segni che lasciano libertà. Segni tutto sommato deboli. La stella era sotto gli occhi di tutti, ma gli altri non guardavano…
Ma si volevano bene tra loro i magi? …Si può pensare proprio di sì…Osservano insieme e si spostano insieme, perché, e questo è il punto decisivo, per loro il riferimento è Gesù. È il loro stile di agire: al centro c’è la ricerca di Gesù.
Persone comunque capaci di vedere non solo la stella, ma di sapere vedere un Re oltre l’umiltà con la quale si era presentato Gesù bambino e la sua famiglia.
Una volta trovato il bambino Gesù, ecco che gli offrono i loro regali. Gliene portano quattro… ma… non sono tre? Rifacciamo i conti: oro, un elemento solido e sicuro, mirra, sostanza che ha che fare con liquido (era aggiunta al vino o come sappiamo alla bevanda ai condannati alla croce), incenso in rapporto con l’aria, preghiera che sale… Insomma, i tre stati della materia.
Oro, mirra, incenso…ma il quarto dono? Non è un dono materiale ma un dono spirituale: è il regalo più importante! Queste persone sapienti che vanno da Gesù bambino, sono proprio loro il regalo più importante.
Persone davvero sapienti perché hanno saputo usare bene il loro tempo. A Pasturo qui di fronte c’è una meridiana con scritto: il tempo fugge e più non fa ritorno, tu senza bene oprar non passar giorno. Questi Magi non hanno fatto passare quei loro giorni senza operare bene: hanno capito il segno della stella, hanno ricercato Gesù seppur nelle difficoltà, hanno portato a Gesù grandi doni a cominciare da loro stessi. Ecco queste persone di duemila anni fa, sono ancora tra noi, sono il riferimento per chi è in ricerca: il messaggio da raccogliere è che tocca noi essere come loro.
A cominciare dal pregare come oggi nella ricerca di Cristo, insieme.