"La bellezza dell'umano"

Come mai la festa del Natale è la festa più attesa e partecipata dell’anno? Molto probabilmente perché legata al ricordo della nascita di un bambino. Un bambino speciale che i cristiani riconoscono come Dio: Gesù di Nazaret.
D’altra parte in una società come la nostra, dove a fronte di una crescita smisurata di popolazione anziana corrisponde una sempre più bassa natalità, la nascita di un bambino accresce la speranza e la fiducia nella vita. Ma è tutto qui il Natale?
In questi giorni da più parti si dice che ‘dobbiamo salvare il Natale’, riferendosi alla necessità di invertire il trend negativo dei consumi. Ma una tale considerazione ci sfida a riconoscere che forse abbiamo bisogno di essere salvati noi dal Natale, di aprire il cuore al Dio che si è fatto compagno di strada dell’umana fragilità abbracciandola con un Amore più grande di quello che l’uomo è capace di esprimere.
Siamo così chiamati a riscoprire che la fede è contemplare quel bambino che è venuto a farci toccare con mano la profondità dell’amore: consegnarsi, dare la vita. È anche capire che la fede “non solo guarda a Gesù, ma guarda dal punto di vista di Gesù, con i suoi occhi: è una partecipazione al suo modo di vedere” (Lumen Fidei, 18).
Che cosa vede Gesù? Che i piccoli, i poveri, gli esclusi, le persone semplici sono capaci di condividere la gioia ovvia per un figlio d’uomo che viene al mondo. La bellezza dell’umano. Riscopriamola perché la gente riprenda ad andare incontro a Gesù.
La venuta al mondo di Gesù illumina la nostra umanità con la verità del volto di Dio.

Don Lucio, parroco