Domenica dell'Ulivo (4 ottobre)

Colomba con ulivo

L’inizio del nuovo anno pastorale sarà scandito anche da alcuni eventi diocesani che l’Arcivescovo vorrebbe avvenissero in presenza, archiviando quindi quelle pratiche digitali cui la stessa Chiesa ambrosiana è ricorsa durante la quarantena.
Significativo è anzitutto la “Domenica dell’Ulivo”, nella memoria liturgica di San Francesco d’Assisi (4 ottobre). Nelle intenzioni dell’Arcivescovo la celebrazione di questa domenica va intesa come «una giornata di pace e di riconciliazione»: «Vogliamo ricordare l’immagine della colomba che porta in becco una fogliolina di ulivo per annunciare a Noè che l’alluvione è finita e che la terra si predispone a tornare di nuovo un giardino», spiega Delpini. Nella scelta di quel simbolo c’è un’allusione alla distribuzione dei ramoscelli di ulivo che non si è potuta fare nella Domenica delle Palme a causa della pandemia e vuol essere il segno e l’auspicio che «il diluvio è finito e che stiamo riprendendo la vita ordinaria migliorata dalla sapienza che abbiamo acquisito o stiamo cercando», sottolinea sempre l’Arcivescovo.
Nella lettera “Per l’inizio dell’anno pastorale”, inoltre, l’Arcivescovo raccomanda di porre particolare cura alla festa dell’apertura degli oratori «affinché sia anche un messaggio alle istituzioni». Il riferimento esplicito è alla scuola «la cui ripresa non può ridursi al semplice rispetto di qualche protocollo».
Infine particolare attenzione andrà riposta nei confronti della pastorale giovanile e alla pastorale universitaria: «Nel servizio agli anziani e nell’aiuto ai poveri molti giovani si sono rivelati volontari generosi e intelligenti; nel loro impegno di studio hanno messo a frutto una familiarità con le tecnologie disponibili che ha prodotto anche eccellenze. Le comunità devono essere grate ai giovani e incoraggiarli a mettersi in gioco, ad assumere responsabilità», sottolinea Delpini.